
Viene da molto lontano, nel tempo e nelle geografie, uno dei giochi più ricchi di valore che si possa offrire al bambino. Su una strada lunga quasi trentamila anni, il teatro dei burattini è giunto fino a noi lasciandosi trasformare dalle culture che incontrava, vestendone gli abiti, assecondandone le indoli, assorbendone la linfa.
Ha legato le sue origini alle cerimonie rituali, tramandandone le formule prima che fossero affidate alla parola scritta, ha incarnato miti, veicolato filosofie e religioni; é stato popolare, aristocratico, ossequioso, irriverente ma sempre – e sopra ogni altra cosa – magico. Magico come il momento in cui il piccolo sipario di un teatrino domestico si apre e da dietro un lungo telo sospeso tra gli stipiti della porta, un pannello di legno o una scatola di cartone ritagliata, si schiudono mondi che vivono degli accadimenti quotidiani, dei racconti ascoltati, delle favole conosciute attraverso i libri e che, davanti a un pubblico vero o immaginario, la fantasia plasma, ridefinisce e reinventa. Marionette e burattini diventano allora gli strumenti privilegiati di un gioco che lega in trame narrative, memoria, immaginazione e inventiva. E’ nelle mani dei genitori che si animano per la prima volta, pronti ad insegnarci cose semplici e importanti come dire grazie e chiedere per favore, ma anche per farci scoprire una nuova parola, ascoltarne la giusta pronuncia o per dar voce ai personaggi di una storia. Quelle buffe creature mosse da tre dita dialogano con noi, ci chiedono di cantare, rispondere a tono, applaudire alla fine di una rappresentazione. E’ poi nelle mani dei bambini che si fanno mezzo impareggiabile per infrangere le barriere della timidezza e aprire la strada alla comunicazione. Il legame di fiducia che stringiamo con loro ci aiuta a esprimere i nostri sentimenti, a esorcizzare le paure, a fare affidamento sulle nostre capacità. Con loro impariamo a trovare le parole giuste per raccontare una storia, a camuffare la voce, a scoprire i tempi comici necessari alla riuscita di una battuta. E le loro molteplici forme non pongono limiti alla fantasia; ci sono fate, principesse, cavalieri, eroi e villani, maghi e streghe.
Gli animali di Folkmanis sono stupefacenti nella loro perfezione, sia che si tratti dei grandi pupazzi che richiedono la perizia e la manualità di un adulto, sia che invece si tratti dei minuscoli paguri, degli aquilotti che rompono il guscio, dei topi, dei conigli, delle mantidi religiose o delle capesante dagli occhi stralunati. Crocodile Creek ci regala Max e i Mostri Selvaggi, Fiesta Craft i personaggi della letteratura classica e popolare anglosassone, Moravska Ustredna spazia dal fiabesco agli albori del romanzo moderno con l’ingenioso hidalgo don Quixote de la Mancha e il fido Sancho Panza. E poi Kersa, con i suoi raffinatissimi burattini della tradizione tedesca dalle teste di legno scolpito e dipinto a mano, preziosi come i giocattoli di un tempo, fatti con la sapienza di una grande artigianalità.
Arriva il momento in cui abbandoniamo gran parte dei giocattoli con cui siamo cresciuti, ma il teatro dei burattini cresce con noi, con la nostra capacità di elaborare storie sempre più complesse e ricche di accadimenti, con il respiro più ampio che prende la nostra visione del mondo e, di conseguenza, il nostro immaginario.
Alessandra Valtieri