Una bambola per William


Anno 1972, la grande editor Charlotte Zolotow, scrittrice di particolarissimi testi per i picture book, ci regala una straordinaria storia di giochi e giocattoli.

La questione è molto semplice:
William vuole una bambola, per occuparsi di lei, per nutrirla, per insegnarle le cose, metterla a dormire, per cullarla, per guardare i suoi occhi quando sono chiusi…
Riceve in regalo il canestro per il basket, il trenino elettrico, il tavolo degli attrezzi e con questi gioca con piacere, pur continuando a volere una bambola. Il suo desiderio non è compreso dal babbo, dal fratello né dall’amico vicino di casa.
Ma la nonna ha una speciale luccicanza, sa interpretare i desideri e pertanto compera una bellissima bambola di bianco vestita, con una cuffietta azzurra come il colore dei suoi occhi che fanno click quando si chiudono.
Cosa se ne fa di una bambola? Chiede il padre.
La nonna, sorridendo, risponde:
He needs it / to hug / and to cradle / and to take to the park / so that / when he’s a father / like you, / he’ll know how to / take care of his baby / and feed him / and love him / the bring him / the things he wants, / like a doll / so that he can / practice being / a father.
Il libro è stato di recente ristampato in America.

The night Max wore his wolf suit, and made mischief of one kind, and another…

Where the Wild Things Are, la storia di Max che viene spedito a letto senza cena e su una barchetta a vela attraversa il grande mare per giungere nel Paese dei Mostri Selvaggi è il tema dell’incontro che sabato 28 maggio si terrà presso Hoffmann giochi e giocattoli, in via Altabella, 23 alle ore 17,00.
Musica, burattini e animazione accompagnano le parole del grande scrittore e illustratore americano Maurice Sendak, e ci trascinano nell’universo magico e imprevedibile, spaventoso e divertente di uno di quei rari libri amati allo stesso modo da adulti e bambini. Un viaggio straordinario nella terra dei sogni e nell’immaginario più esuberante dell’infanzia.
La lettura dei testi e le attività saranno curate da P.A.C.E in English, un gruppo di insegnanti e animatori di madrelingua inglese con esperienza di teatro, musica e insegnamento della seconda lingua.
In inglese. Per bambini da 3 a 7 anni.
Per informazioni e prenotazioni: info@hoffmann.it – tel. 051-223066
Numero massimo di partecipanti: 15 bambini.
Gratuito.

Let  the wild rumpus Start!

La tour de Lèo

Un coccodrillo da trainare, il cavallo a dondolo, il robot, una grande gallina rossa con in cima un soldatino di pezza, il tamburo, il secchiello con la paletta e libri, libri e ancora libri…La torre di Leo è alta, altissima, molto più alta di lui. E una torre così bella merita di essere festeggiata con una danza. Poi, una spinta leggera, e tutto crolla a terra. Perché il gioco possa ricominciare all’infinito.Le misurate parole di André Benchetrit si legano alle tavole di una grandiosa Julie Mercier, che, con lo sguardo rivolto all’illustrazione colta e preziosa della degli anni Sessanta, esplora l’universo del gioco e ce ne racconta lo stupore, la sorpresa, la fantasia.

Le tavole di La tour de Léo saranno esposte presso Hoffmann, in via Altabella, 23 dal 28 marzo al 29 aprile 2011.
Inaugurazione della mostra domenica 27 marzo ore 18.30.
Costruiamo la Torre: laboratorio per bambini 5-8 anni ore 17.30

Sul tetto del design


Nata nel 2005 da un progetto di Romy Boesveldt  e Ilya Yashkin, architetto e designer russo formatosi al MArchI di Mosca e alla Rietveld Academy di Amsterdam, Kidsonroof non è soltanto una delle più raffinate case europee produttrici di giocattoli, ma anche un laboratorio in continua effervescenza, dove la sperimentazione di forme e materiali e l’elaborazione accuratissima del design sono la base per la realizzazione di progetti che hanno come principio fondante l’utilizzo di materiale riciclato, riciclabile ed ecosostenibile. Con un abile gioco di incastri che non richiede viti e colla per l’assemblaggio, nascono dal legno di faggio i piccoli mobili della serie Volume Zero, decorati con vernici ad acqua e finiti con una leggera laccatura; tagli netti e innesti perfetti creano dal cartone bianco o grezzo casette da decorare e abitare, case di bambola, missili spaziali, un igloo modulare per costruire un villaggio Inuit. Alex Hellum disegna un Trojan Horse che, nella purezza delle forme e nell’assenza totale di colore, è un mirabile esempio di quanto e come come possa essere semplice il design; Elisbeth Vidal firma invece BoBuro – la scrivania con due cubi per sgabello – e la cucina Cocorico con un grande galletto stampato sul retro, i fuochi e lo sportello del forno che si apre.
Pittogrammi, texture di cortecce di alberi, font moderni e retrò, mappe delle linee della metropolitana, dettagli di monumenti e planimetrie di palazzi antichi trionfano sulle superfici delle sagome di cartone lucido dei Totem, costruzioni tridimensionali che nelle mille combinazioni possibili evocano velieri, navi spaziali, case, farfalle, insetti, cattedrali, strani animali e tutto ciò che la fantasia del bambino riesce a concepire. E poi gli alberi. Alberi di Natale, alberi piccoli carichi di foglie e frutti e alberi grandi, quasi quanto un bambino, abitati da una moltitudine di uccelli diversi. Totem Birds on Tree accoglie tra i suoi rami picchi, rondini, gazze, gufi, cornacchie, pettirossi, cinciarelle e martin pescatori e omaggia con la straordinaria nitidezza del disegno e delle forme che lo compongono, con le scelte e gli accostamenti di colore, lo stile inconfondibile di Charley Harper, il suo minimal realism, la sua poetica della natura.

A Parigi! A Parigi!

Bellissima mostra al Museo delle Arti Decorative di Rue de Rivoli! Compie cent’anni l’impresa Vilac, creatrice di giocattoli di legno. La mostra è corredata di un  bel catalogo, utile agli appassionati e agli studiosi del genere. Per la cronaca, il ragazzo che guarda sognante la vetrina è David, neo fondatore della libreria per ragazzi Pel di Carota di Padova. David Tolin è inoltre docente di “cose francesi” dell’Accademia Drosselmeier

Sul filo delle storie

Domani, sabato 27 novembre ore 16.30 Zoo di Lana presenta la sua collezione di animali in lana pregiata fatti a mano. E mentre una voce narra le storie dell’asino Ugo, di Bia, Ughina, Piffi, Poffi e dei loro amici, mani esperte insegneranno a realizzare un pupazzo di lana. Per i bambini laboratorio di ricamo.

Giochiamo con Elmer

Piccoli mondi

Verso la fine del Cinquecento, il duca Albrecht V di Baviera commissionò ai più capaci artisti e artigiani di corte la realizzazione di una perfetta replica in miniatura della propria residenza. A quella remota antenata di uno dei giocattoli che maggior spazio lasciano all’immaginazione, riservò il posto d’onore della casa, orgoglioso di esibirla ai suoi ospiti. Nei secoli a venire, preziose case di bambola hanno fatto bella mostra di sé in aristocratici saloni tedeschi, anglosassoni e olandesi, sono divenute il vezzo dell’alta borghesia finanziaria e mercantile, hanno vestito lo stile Tudor, Vittoriano, Biedermeier, custodendo non solo ricercati e pregiati manufatti ma anche l’immagine dello stile di vita e i gusti dei loro facoltosi possessori. 
Rimaste a lungo una passione per pochi privilegiati collezionisti, si aprono a nuova vita all’inizio del secolo scorso. Lontane dalla preziosità delle origini, le case di bambola entrano nelle camere dei bambini per offrire alle piccole famiglie variamente composite che le abitano, ogni volta che il gioco ha inizio, l’ambientazione ideale in cui vivere una nuova avventura. In quei piccoli spazi arredati con cura, nascono situazioni ludiche che si evolvono di pari passo alla capacità del bambino di strutturare il gioco in modo sempre più ricco e articolato, partendo dai semplici gesti che spostano mobili e personaggi per arrivare a una più complessa drammatizzazione del racconto messo in scena, con spunti narrativi, piccoli rituali e formule che si rinnovano continuamente, sovvertendo, magari, proprio quelle regole che nella vita reale si è chiamati a seguire. Nei grandi spazi di un asilo o di una scuola materna nascono le prime occasioni di incontro e relazione con persone estranee; gli orizzonti si allargano, si allacciano amicizie, si apprendono nuove norme sociali e s’impara a metterle in atto. In luoghi come questi e a quest’età iniziamo a cimentarci con nozioni non sempre facili da accettare, come condividere ciò che abbiamo con gli altri, fare la pace dopo aver litigato, attendere il proprio turno. La casa di bambola, il castello, la fattoria, la caserma dei pompieri, diventano allora gli strumenti di un gioco sia collettivo che individuale che offre la sensazione di poter riprendere il controllo sulle cose e sulle emozioni, su un mondo in piccolo capace di accogliere e contenere le paure, i disagi e le frustrazioni, mentre inizia la pratica di quei rituali e di quelle abitudini che sono parte di una sana interazione sociale e indispensabili all’acquisizione di una maggiore sicurezza nei rapporti con gli altri. Universi in miniatura che vivono di immaginazione e della straordinaria capacità che ogni bambino ha di traslare il proprio mondo per comprenderlo, raccontarlo, definirlo e controllarlo.
Alessandra Valtieri

Al gran teatro dei burattini


Viene da molto lontano, nel tempo e nelle geografie, uno dei giochi più ricchi di valore che si possa offrire al bambino. Su una strada lunga quasi trentamila anni, il teatro dei burattini è giunto fino a noi lasciandosi trasformare dalle culture che incontrava, vestendone gli abiti, assecondandone le indoli, assorbendone la linfa.
Ha legato le sue origini alle cerimonie rituali, tramandandone le formule prima che fossero affidate alla parola scritta, ha incarnato miti, veicolato filosofie e religioni; é stato popolare, aristocratico, ossequioso, irriverente ma sempre – e sopra ogni altra cosa – magico. Magico come il momento in cui il piccolo sipario di un teatrino domestico si apre e da dietro un lungo telo sospeso tra gli stipiti della porta, un pannello di legno o una scatola di cartone ritagliata, si schiudono mondi che vivono degli accadimenti quotidiani, dei racconti ascoltati, delle favole conosciute attraverso i libri e che, davanti a un pubblico vero o immaginario, la fantasia plasma, ridefinisce e reinventa. Marionette e burattini diventano allora gli strumenti privilegiati di un gioco che lega in trame narrative, memoria, immaginazione e inventiva. E’ nelle mani dei genitori che si animano per la prima volta, pronti ad insegnarci cose semplici e importanti come dire grazie e chiedere per favore, ma anche per farci scoprire una nuova parola, ascoltarne la giusta pronuncia o per dar voce ai personaggi di una storia. Quelle buffe creature mosse da tre dita dialogano con noi, ci chiedono di cantare, rispondere a tono, applaudire alla fine di una rappresentazione. E’ poi nelle mani dei bambini che si fanno mezzo impareggiabile per infrangere le barriere della timidezza e aprire la strada alla comunicazione. Il legame di fiducia che stringiamo con loro ci aiuta a esprimere i nostri sentimenti, a esorcizzare le paure, a fare affidamento sulle nostre capacità. Con loro impariamo a trovare le parole giuste per raccontare una storia, a camuffare la voce, a scoprire i tempi comici necessari alla riuscita di una battuta. E le loro molteplici forme non pongono limiti alla fantasia; ci sono fate, principesse, cavalieri, eroi e villani, maghi e streghe. Gli animali di Folkmanis sono stupefacenti nella loro perfezione, sia che si tratti dei grandi pupazzi che richiedono la perizia e la manualità di un adulto, sia che invece si tratti dei minuscoli paguri, degli aquilotti che rompono il guscio, dei topi, dei conigli, delle mantidi religiose o delle capesante dagli occhi stralunati. Crocodile Creek ci regala Max e i Mostri Selvaggi, Fiesta Craft i personaggi della letteratura classica e popolare anglosassone, Moravska Ustredna spazia dal fiabesco agli albori del romanzo moderno con l’ingenioso hidalgo don Quixote de la Mancha e il fido Sancho Panza. E poi Kersa, con i suoi raffinatissimi burattini della tradizione tedesca dalle teste di legno scolpito e dipinto a mano, preziosi come i giocattoli di un tempo, fatti con la sapienza di una grande artigianalità.
Arriva il momento in cui abbandoniamo gran parte dei giocattoli con cui siamo cresciuti, ma il teatro dei burattini cresce con noi, con la nostra capacità di elaborare storie sempre più complesse e ricche di accadimenti, con il respiro più ampio che prende la nostra visione del mondo e, di conseguenza, il nostro immaginario.

Alessandra Valtieri

Il bestiario di Marion


«Tapoti, tapota, à petit, petit pas»
E’ a piccoli passi, quasi in punta di piedi, come vuole il suono dolce e ritmato del verso, che pagina dopo pagina entriamo nel mondo quieto e sereno delle tavole a matita punteggiate di rosa, giallo e arancione di Marion Janin. Accompagnati dall’incedere lento di una filastrocca – quasi una cantilena – e guidati da sette tucani, ci avventuriamo in una savana appena evocata, suggerita nei dettagli e mai definita, che lascia alla fantasia la libertà di spaziare nel candore dilatato delle tavole, di immaginare, di sognare.
Sottovoce, per non disturbare, salutiamo un rinoceronte rosa che ha trovato rifugio nel tronco cavo di un grande albero, un’elegante giraffa che si disseta in uno specchio d’acqua, una scimmia agile e dispettosa, due koala abbracciati, un elefante che si bagna nel fiume, una tigre che si stiracchia, sbadigliando, su un grosso ramo.
Sette, sei, cinque, quattro… uno dopo l’altro i tucani lasciano la scena, attenti, anche loro, a non far rumore. Li ritroviamo ai piedi del letto di una bambina, circondata dagli animali di pezza incontrati nel viaggio, preziosi custodi della magia del sogno.
«Tapoti, tapota, à petit, petit pas, plus un bruit, tu t’endors, bonne nuit. »
Alessandra Valtieri
Le tavole di La comptine du toucan saranno esposte presso Hoffmann, in via Altabella, 23 dal 24 Settembre al 23 Ottobre 2010. Inaugurazione della mostra Il bestiario di Marion, Venerdì 24 Settembre ore 18,30.

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Hoffmann giochi e giocattoli

Natale 2011


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